TARGET

Operatori Socio Sanitari (OSS), operatori che svolgono la loro attività in casa di riposo, in gruppo. Mi rivolgo in particolar modo a operatori che presentano disagio accumulato nelle relazioni con ospiti, familiari di ospiti, potenziali clienti, collaboratori, personale di coordinamento e istituzioni.

Perché SOS?

L’Oss lavora attualmente con difficoltà riguardanti il difficile carico di lavoro, la gestione e il contatto con la persona malata, una difficile relazione d’aiuto che logora fisico e mente come in poche altre professioni. La fornitura di mezzi di sostegno, di gruppi di supervisione e confronto è spesso ritenuta superflua o troppo costosa perciò l’aiuto necessario viene spesso negato. L’operatore si trova così a risolvere da solo le proprie problematiche emotive e relazionali, o con un gruppo spesso impreparato e non adeguatamente formato e allenato alla collaborazione e alla condivisione.

  • Il disagio descritto può presentarsi con gravosi sintomi:
  • accumulo di errori e fraintendimenti comunicativi;
  • reazioni impulsive e “immature” (pettegolezzo, vendicatività, autosabotaggio);
  • disattenzione e calo di rendimento;
  • aumento di infortuni e incidenti sul posto di lavoro;
  • aumento delle ore di malattia richieste;
  • aumento di interventi giudiziari, sindacali;
  • atteggiamenti screditanti e diffamatori verso la struttura;
  • ricambio indesiderato di lavoratori (licenziamenti, trasferimenti, dimissioni);
  • logoramento delle relazioni extra-lavorative.

Anche per chi sta già bene

Gli operatori, che non presentino un disagio importante, potranno usufruire di un esperienza utile per la crescita personale e professionale: esperienza scaturita dallo scambio di idee e di differenti prospettive.

OBIETTIVO

OSS-SOS si propone di creare un nuovo punto di partenza per il gruppo OSS, di riportare in superficie problemi e difficoltà perché possano essere riletti e affrontati grazie al facilitatore e al gruppo stesso. Non solo, quindi, un percorso di sfogo e apprendimento di nuove strategie, ma soprattutto un’esperienza pratica e tangibile di collaborazione e una ricerca del dialogo efficace. Un’esperienza che sarà più facile da interiorizzare rispetto ad una lezione tradizionale di metodi di lavoro e strategie di comunicazione. Il tutto con l’intenzione di rendere autonomo il gruppo nella propria crescita personale e nella costruzione di una rete di sostegno e dialogo, rendendolo indipendente dalla formazione stessa.

Obiettivo principale

L’intervento nasce dal presupposto che il riconoscimento di un problema sia l’approccio indispensabile per cominciare a risolverlo. In aggiunta, il riconoscimento di limiti e risorse permettere al gruppo di muoversi con più efficacia, rapidità, minor confusione e limitando gli autosabotaggi.

 

DESCRIZIONE

Tematiche trattate

Ogni incontro (di 4) ha un titolo e una tematica centrale. Il primo sulla tematica dell’ascolto, i successivi tre vengono organizzati in base alle problematiche che emergono e alla scelta degli stessi partecipanti. Le tematiche per ogni incontro possono essere tra le seguenti, oppure una singola tematica può occupare più incontri.

Ascolto attivo: si comincia col lavorare sulle risorse di ascolto già presenti in ogni operatore. Non si presuppone che il gruppo sia già formato, ma si opera ancora con singoli individui in un contesto di gruppo. Ci si sperimenta nell’ascolto di sé, dell’altro, e si fa pratica di sospensione del giudizio.

Passaggio di informazioni: la comunicazione con tutte le figure coinvolte e con l’ospite, la comunicazione verbale e scritta nel passaggio di consegna. I modi strategici, espressivi, rispettosi, le emozioni coinvolte, i sospesi. La comunicazione è di importanza cruciale nella professione dell’OSS. Com’è gestita, quali sono le difficoltà, quali sono le credenze?

La riscoperta del corpo: un operatore fa del proprio corpo muscolare e sensibile il principale strumento di lavoro. Il corpo è lo strumento principale di gestione e assorbimento dello stress e delle emozioni, nonché della sensibilità di ascolto e di intervento. Come viene gestito il contatto con l’ospite, come viene vissuto e gestito il carico fisico?

I confini: come l’individuo può gestire le emozioni forti, le richieste provenienti dall’esterno, come fa a esprimere e soddisfare i propri bisogni, a gestire l’empatia, a trovare spazi protetti attraverso cui lavorare? Si parla di confini e distanza efficace con ospiti e familiari, modalità di gestione dello stress lavorativo, orari lavorativi, distacco tra lavoro e casa.

La mia esperienza professionale mi permette di creare un modello di lavoro flessibile e personalizzato. Gran parte del lavoro viene svolto attraverso la condivisioni di esperienze, i pareri (feedback) del gruppo, le domande, gli interventi e gli esercizi proposti dal facilitatore.

Nr. incontri: 4 + 1 di presentazione gratuito.
Durata: ogni incontro ha durata di 3 ore; le ore sono comprensive di pause.
Orario: da definirsi in base alle turnazioni e al numero di partecipanti.
Gruppi: gli incontri hanno una maggiore efficacia con gruppi di non più di 10 partecipanti, minimo 5, per gli orari su turnazione è consigliabile inoltre costruire due o più gruppi. Data la natura degli incontri auto-conclusiva, ogni partecipante potrà scegliere l’incontro più comodo con i propri orari (garantendo però un equilibrio nel numero di partecipanti tra i diversi gruppi).
Adesione volontaria: i soggetti devono poter aderire volontariamente al corso perché si possa garantirne l’efficacia.
Costi: l’incontro di presentazione è gratuito, ogni altro incontro ha un costo di 30 euro per partecipante. In caso di pagamento anticipato dell’intera somma del corso il costo scende a 25 euro a incontro (100 euro complessivi). I costi possono essere ripartiti a discrezione della struttura: spese a carico del dipendente, a carico della struttura o soluzioni intermedie a queste.
Promozione: una volta stabiliti tempi, luoghi e costi con la coordinazione, si passa ad una fase di promozione del corso agli operatori. Vengono distribuiti volantini o manifesti con tutti i dati concordati del corso. Nessun costo di promozione è richiesto alla struttura o agli operatori.
Luogo di incontro: è preferibile trovare un luogo di incontro all’interno della struttura, in caso contrario verrà cercato un luogo alternativo esterno (il che può influire sulla spesa complessiva).
Incontro di presentazione: precedente al primo vero incontro, vi è la presentazione del corso, la cui durata è di 2 ore circa. Insieme alla spiegazione degli incontri e della modalità di facilitazione sarà chiesto al gruppo di presentarsi nella propria situazione attuale: pregi, difetti, problematiche, condizioni ambientali.

 

RISULTATI ATTESI

Non è mia intenzione proporre obiettivi irraggiungibili, per riconoscere i risultati è necessario un lungo tempo di assestamento, inoltre i maggiori risultati sono soggetti al grado di partecipazione e interesse al corso e al grado di sostegno offerto dall’ambiente lavorativo.

Il gruppo nel corso potrà facilmente farsi consapevole e responsabile del proprio tipo di approccio al lavoro, dei propri limiti e problemi. L’approccio che propongo non sostiene atteggiamenti di vittimismo, e si presuppone di spostare il carico di responsabilità progressivamente dal singolo individuo al gruppo, favorendo così una più facile collaborazione per il mutuo sostegno e la risoluzione dei problemi. Questa rinnovata consapevolezza conduce solitamente alla naturale attivazione di strumenti preesistenti e alla costruzione di nuovi.

Esempi di risultati attesi

Breve termine

  • maggior motivazione al lavoro;
  • condivisione di vissuti, idee e prospettive tra partecipanti al corso e non;
  • si affrontano conflitti o sospesi sepolti, con l’ottica di riconciliazione;
  • maggior propensione al dialogo su difetti e problemi individuali.

Medio-lungo termine

  • riconoscimento di vecchi schemi di pensiero utili o controproducenti;
  • personale più attento, partecipativo, comunicativo, soddisfatto del proprio lavoro, atteggiamento positivo che si rispecchia nell’immagine esteriore della struttura, nell’agio sperimentato da ospiti e familiari degli ospiti;
  • migliorata capacità organizzativa e gestione dei conflitti del gruppo;
  • riduzione di infortuni e malattia degli operatori;
  • riduzione degli atteggiamenti conflittuali e sabotativi rivolti a ospiti e coordinamento.

 

POLITICA DI RISERVATEZZA

Nei miei lavori di gruppo prevedo due approcci differenti alla gestione delle informazioni riservate emerse. Io sottopongo la scelta tra queste due forme ai partecipanti stessi.

Riservatezza individuale
Ogni informazione individuale, ogni nome non avrà modo di uscire dal gruppo, lo stesso comportamento è richiesto (ma non è obbligatorio) ai partecipanti. Tuttavia il contenuto estratto della situazione e delle problematiche del gruppo, esclusi nomi e situazioni troppo particolari, può essere riportato alle figure di coordinamento (e solo nel contesto lavorativo) allo scopo di migliorare il servizio offerto per l’intero ambiente lavorativo. In questo prevedo uno spazio nel progetto per incontrare il/la coordinatrice ed esporre problematiche e resoconti delle modalità di lavoro emerse.

Riservatezza completa
In questa forma di riservatezza ogni informazione viene negata ad ogni individuo al di fuori del gruppo partecipante al progetto. Esercito questa riservatezza anche in presenza di un solo individuo contrario alla riservatezza individuale (precedentemente illustrata).
Sono aperto a dubbi e modifiche, nel rispetto della vostra unicità organizzativa, rimando il discorso al primo incontro con la direzione. Grazie dell’attenzione.

 

Scarica il progetto in pdf.

 

Gabriele Pani

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