“È cosa difficile reimparare a collaborare, ora che abbiamo cominciato ad odiare le persone, a temere che non ci sia futuro…”

  • Siamo disposti a cedere a questo fatalismo incerto?

 

VIVIAMO IN GRUPPI, SIAMO I GRUPPI

Diffondo il mio pensiero, non necessariamente condivisibile. Credo che sia necessario rimparare a fare gruppo, sia vitale sperimentare molto: per rivelare le discrepanze, i limiti di un fare vita sempre più simulato e poco praticato. Voglio tante più persone che sappiano relazionarsi e fare gruppi utili alla società, voglio strutture forti e flessibili che non siano dipendenti necessariamente dalle istituzioni (stato, religione) e dalle ideologie:

  • volontariato senza fede religiosa, mutuoaiuto spontaneo senza costruire associazione, istituzione e forma fissa;
  • Laboratori per gruppi, luoghi dove approfondire dinamiche, relazioni, argomenti importanti;
  • Persone abili a non cadere in facili ideologie forti, abili a riconoscere i meccanismi della setta, dei fanatismi, delle facili illusioni;
  • organizzazioni autonome che sappiano nascere al bisogno e mettersi da parte al termine;
  • collaborazione e circolazione fluida delle informazioni grazie a fitte e solide reti sociali;
  • un contagio di idee, una tempesta di cervelli;
  • mutuosostegno alle difficoltà della vita;
  • accoglienza e stimolo dalla diversità.

 

PRIORITA’ DI IMPEGNO

Credo sia necessario cominciare a rendere evidenti le intenzioni per il futuro: siamo tutti impegnati su così tanti fronti da disperdere inutilmente molte energie.

Credo che obiettivi prioritari chiari in tutti noi possano muovere meglio le azioni, anche quelle più inconsapevoli e quotidiane.

Credo in una diffusione di messaggi che stimolino il libero pensiero, senza censura e ghettizzazione, promuovendo l’indipendenza del singolo e il riconoscimento delle diversità.

Credo che tutti i “Credo” possano essere messi in discussione…

 

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