La mia offerta riguarda la formazione e la supervisione di piccoli gruppi. Ogni gruppo dovrebbe poter avere uno spazio di ascolto tanto quanto il singolo. Ogni gruppo è infatti un’entità a sé, con proprie esigenze e problemi.  Forse fai parte di…

  • un negozio?
  • un direttivo di un’associazione?
  • un gruppo che assiste altre persone?
  • lavori per un circolo?
  • stai avviando un’attività?
  • stai avviando un progetto?

Ogni gruppo può incontrare difficoltà di organizzazione e comunicazione, emozioni e abitudini che possono inficiare tutto il lavoro da questo svolto. Gruppi ovunque: famiglia, amici, lavoro, per organizzare un evento, per costruire un progetto, … In moltissimi ambienti ci possiamo trovare a lavorare in gruppi, senza accorgercene incontriamo persone che entrano a far parte della nostra vita e diventano co-responsabili del nostro benessere. Presto potremmo incontrare difficili problematiche organizzative e relazionali, l’accumularsi di rancori, pettegolezzi, la formazione di sottogruppi e di processi di esclusione. Lavorare efficacemente e piacevolmente può così diventare impossibile.

 

Quali problematiche?

  • accumulo di errori e fraintendimenti comunicativi;
  • reazioni impulsive e “immature” (pettegolezzo, vendicatività, autosabotaggio);
  • disattenzione e calo di rendimento;
  • aumento di infortuni e incidenti sui posti di lavoro;
  • aumento delle ore di malattia richieste;
  • aumento di interventi giudiziari, sindacali;
  • atteggiamenti screditanti e diffamatori verso le strutture, le associazioni;
  • modifiche e smembramenti del gruppo, indesiderati e inaspettati;
  • logoramento delle relazioni contingenti ed esterne al gruppo.

 

Non è un corso di motivazione!

Nemmeno un manuale di semplici strategie di comunicazione… Il mio lavoro è quello di rimettere in dialogo le singole persone, di fornire al gruppo la possibilità di acquisire una forma più efficace: una palestra di collaborazione.

Nel gruppo c’è già la risposta: basta solo farla emergere.

Parto dal presupposto che esistano già le abilità relazionali, già le risorse, che si possano trovare nelle conoscenze e nelle esperienze di tutti, che debbano solo essere contestualizzate, ridefinite, adattate ad ogni sinolo gruppo di persone.

Il mio ruolo è quello di facilitatore, di osservatore attento e partecipe, il resto del lavoro tocca a voi!

 

Cosa si fa?

  • osservo, incontro le persone nei loro ambienti abituali;
  • approfondisco ogni aspetto del gruppo (interviste, incontri di gruppo);
  • si costruiscono spazi di dialogo aperto e democratico;
  • si passa all’azione post lavoro; con la mia facilitazione, che può accompagnare il gruppo ancora per un certo periodo nei cambiamenti apportati e nelle nuove forme di dialogo;
  • eventuali incontri successivi di ripasso e spazi di condivisione.

 

Gabriele

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