Il Convivio è un banchetto, una parola che deriva da convivenza: il vivere assieme. Questo banchetto in particolare vuole offrire a partecipanti desiderosi di vivere la comunità, un pasto di scambi importanti e conoscenze.

Immagino persone che sfruttino al massimo le risorse della società:

  • scambio di materie e conoscenze senza spendere soldi;
  • trovare e saper trovare figure competenti e fidate;
  • trovare sostegno condividendo difficoltà con più persone;
  • indipendenza, o meglio, non essere dipendenti da poche persone;
  • supporto di vicinato per ovviare alle carenze istituzionali;
  • aumentare le conoscenze scambiando strumenti e spunti di vita (lavoro, famiglia, hobby, amicizie).

Breve storia

Un gruppo diventa capace di auto-osservarsi. Le cose vanno meglio. Fine.

LABORATORIO DI COLLABORAZIONE

Collaborare e costruire reti relazionali è diventato molto difficile. Chi più, chi meno sta incontrando evidenti difficoltà a trovare aiuto dagli altri: chi si sente solo in mezzo alla folla, chi inutile nonostante il lavoro, chi troppo diverso e incapace di relazionarsi senza sabotarsi.

Da un lato ci sono persone che scelgono piuttosto l’isolamento e si sono disabituate alla convivenza. Dall’altro lato ci sono gruppi velenosi che sfruttano persone disperate per fare soldi, proseliti o semplicemente per acquisire potere.

Perché un laboratorio e non un corso?

Perché non c’è un metodo giusto, ogni persona deve poter trovare il proprio metodo, trovare i propri spazi di solitudine e di convivenza, confrontarsi con modi di vivere diversi e non omologarsi. E’ essenziale partire dalle persone, metterle solamente in dialogo, non dire loro cosa è meglio fare o cosa è peggio.

NELLA PRATICA

Inizio da un aperitivo, un caffè, o in luogo di lavoro, ritrovandoci per parlare. Inizio da pochi argomenti quali l’ascolto, il giudizio, l’attenzione al tipo di comunicazione, alla condivisione. E si comincia a lavorare per la costruzione di un gruppo democratico, si trovano persone esponenti per tematiche e compiti, si formano dibattiti, si individuano spazi, incontri, sottogruppi e si decide assieme come gestire ogni situazione presente. Il mio ruolo inizia come facilitatore, e progressivamente vorrei diventasse inutile…

Ma di cosa si parla in questi gruppi?

Di niente, di tutto. Forse non sono ancora stato chiaro: qui ci si allena a fare gruppo, l’argomento è di secondaria importanza.

Ogni discussione, ogni ideologia, ogni regola verrà messa da parte, in qualunque momento in cui il gruppo o il singolo necessiteranno di ascolto.

… Poi ci troveremo a parlare di molte cose utili, faremo attività che normalmente evitiamo, organizzeremo dibattiti, parleremo di difficoltà comuni (lavoro, famiglia, relazioni), visiteremo la città, faremo interviste, organizzeremo corsi (imparare a riparare oggetti, cercare lavoro, scrivere poesie, recitare, etc.), impareremo a progettare nuove idee, e a sfruttare poi le idee!

Cosa c’è da imparare?

Spesso fuggiamo dall’incontro con le altre persone, accumuliamo scuse e agiamo comportamenti ostili e di autosabotaggio. Pettegolezzi, isolamento, chiusura mentale, giudizi, aggressività, stress sono atteggiamenti umani degni di esistere! In questo ambiente cerchiamo di allenarci a collaborare, consci dei nostri limiti, pazienti nel confrontarci con queste e altre difficoltà.

ESEMPI

“Ho pochi soldi, ho bisogno di assistenza per mia madre ammalata.”

  • Che persone, associazioni ci sono attorno a te?
  • Parlarci della tua difficoltà.

“Vorrei fare attività creative/ricreative senza dover pagare un corso?”

  • Organizziamo una giornata di cinema, teatro, corsi
  • Io conosco un posto che fa per te…

“Per me è troppo difficile parlare e stare in mezzo a grossi gruppi.”

  • Parliamone in pochi, costruiamo un ingresso graduale.
  • Vieni a meno incontri, stai meno tempo, …

“Non so che lavoro fare?”

  • Parlaci delle tue abilità
  • Ci sono persone nel gruppo che possono aiutarti forse.

“Non mi trovo bene in questo gruppo”

  • Dicci tranquillamente cosa non va, come si possono fare modifiche
  • Permettiti di allontanarti per un po’, ma fallo consapevolmente
  • Crea un altro gruppo

“E’ il terzo incontro, e mi sto annoiando…”

  • Meno male che l’hai fatto notare in tempo!
  • Proponici qualcosa di divertente o utile da fare
  • Parlaci di te

“Questo gruppo sta diventando una specie di setta”

  • Forse stiamo sbagliando qualcosa.
  • Porta un po’ di ironia
  • Ribellati!

E tu, vuoi organizzare un Convivio? Hai una situazione su cui desideri il mio intervento? Svolgo Convivio senza chiedere alcun compenso. Contattami!

Gabriele

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