Il peggio del peggio dell’umanità o forse no…

Li avete chiamati cattivi, li avete allontanati dagli occhi e dal cuore, li avete ripudiati, ma chi sono e cosa li ha portati ad apparire tali ai vostri occhi. Ammettiamolo, non potremmo mai diventare come loro, né lo siamo mai stati, siamo completamente estranei a quello che rappresentano e non potremmo in nessun caso accettare di compiere azioni simili e guardarci poi allo specchio… Meglio ignorare e negare, e condannare

Ecco alcuni “inumani” e le loro capacità.

 

PETTEGOLO

Sapevate che in molte sette è vietato il pettegolezzo allo scopo di spezzare l’unità del gruppo e di evitare lo spargimento di dubbi o perplessità. Il Pettegolezzo è un’efficace strumento per scaricare emozioni negative qualora non potessero essere riversate facilmente nei confronti di qualcuno. Un capo tirannico, una persona debole ai giudizi e alle critiche, un genitore esigente possono portare una persona a rivolgere le proprie emozioni e i propri pareri su fronti più accoglienti. Il Pettegolo cede alla difficoltà e opta per il compromesso. Questo non significa che una volta riversato il malessere su di un estraneo ascoltatore non possa riprovare a cercare uno spazio di dialogo, magari avendo rielaborato e alleggerito di emozioni il messaggio.

Spunti: proporre una modalità inversa di scambio delle informazioni, servirà cioè una comunicazione diretta perché l’informazione rimanga segreta, senza richiesta questa potrà circolare liberamente.

 

DOPPIAFACCIA

Del reale carattere di queste persone tutti sembrano allo scuro. Un momento sono amorevoli, un attimo parlano male di qualcuno e quello successivo abbracciano quel qualcuno. Il Doppiafaccia può avere un ampio spettro di sé, cambiare in relazione ad ambiente e persona il livello di intimità e fiducia riposti. Può concentrare la propria generosità e sincerità, controllarsi di meno e permettersi di sbagliare nella cerchia più ristretta, ma porre invece manipolazioni e forzature nei confronti di estranei. Il Doppiafaccia potrà sempre, per troppa paura, cedere ad una persona troppo giudicante o aggressiva: che non contempli in lui una diversità di opinione o di carattere, che pretenda in lui risposte e atteggiamenti standardizzati, che non contempli in lui l’errore, i limiti, le fragilità umane. Il Doppiafaccia ha una grande paura di essere scoperto, ma per mettere in atto le sue difese ha accresciuto sensibilità, flessibilità, adattabilità, capacità empatica e di riconoscimento dei bisogni altrui, rendendolo così meno incline all’egocentrismo e all’egoismo.

 

EGOISTA

Un Egoista pensa a sé e a sé solamente. Chi nella vita non si è lamentato: “mi dedico tanto agli altri, e nessuno a dedicarsi a me” – “Chi te l’ha chiesto!” potrebbe dirvi l’Egoista. L’Egoista conosce i propri bisogni, sa porre limiti, fermarsi spinto dalle proprie esigenze, riconoscere più facilmente piacere e dolore, misurare le energie. Un Egoista non necessariamente deve essere un malvagio, egli può dedicarsi attivamente a rendere il proprio ambiente un posto migliore per riceverne di riflesso emozioni positive. Un Egoista che oltre a nutrire sé ignora lo stato del proprio ambiente è destinato ad una vita infelice, inoltre potrebbe ignorare il piacere ottenibile dall’aiutare un altro essere umano, dall’ascoltare, dal sostenerlo, dall’accudirlo.

Spunti: riconoscere il piacere nel dare e impegnarci per gli altri; impegnarsi per un certo periodo o giorni settimanali a dedicarci solo a noi stessi; chiedere anziché cercare di comprendere i bisogni degli altri può far risparmiare un sacco di energie.

 

FIFONE

Quando decidiamo che una situazione è troppo intensa, rischiosa, deleteria per il nostro livello di crescita attuale? I Fifoni sanno mettere da parte regole, idealismi, giudizi quando si tratta di preservare la propria integrità e la propria sicurezza. Un Fifone sa leggere le situazioni, è consapevole della propria paura, ha capito che nella vita si può anche fuggire e tornare per raccontarlo: non racconti di martiri leggendari, ma comunque racconti da vivo.

Spunti: imparare a dire no; lasciare una situazione che ci comporta più svantaggi che vantaggi, quando è troppo; riconoscere i giudizi interni ed esterni riguardo a fuggire, al rimandare, al proteggersi.

 

LAMENTOSO

E’ arrivato quel giorno della settimana, vedrete il vostro amico a cui volete molto bene, ma che non finisce di parlare di sé e delle sue esperienze negative. Una persona che si lamenta ha due o più livelli per affrontare un problema: scaricare l’emozione accumulata attraverso l’espressione nella relazione, riconoscere nel dialogo con l’altro il proprio stato e le proprie difficoltà, con gli strumenti e la calma acquisiti dallo sfogo risolvere direttamente la situazione o far sì che si risolva spontaneamente in seguito al cambiamento ottenuto da nuovo stato emotivo. Il Lamentoso è in grado di esprimere le proprie difficoltà e frustrazioni, ma potrebbe non essere in grado di farlo con la sufficiente profondità e consapevolezza in modo da generare nell’interlocutore una naturale empatia, e quindi interesse.

Spunti: istituire momenti di lamento libero, “il giorno della lamentela libera”; ringraziare l’interlocutore dopo le lamentele, chiedere di poter ricambiare ponendoci in completo atteggiamento di ascolto; imparare a lamentarsi efficacemente rispettando e favorendo l’ascolto dell’interlocutore.

 

DIRETTIVO

Chi è direttivo vi dirà cosa fare e come farlo. Il direttivo sa esprimere il proprio volere, pone sicurezza nelle proprie scelte e bisogni, e non ritiene sempre necessario l’utilizzo di manipolazioni e inganni. Un ordine diretto mette alla luce del sole l’intenzione, il messaggio e, anche se non può sembrare, permette una più facile opposizione e ribellione. Una manipolazione è sempre silenziosa e di difficile riconoscimento, colpisce nel tempo e non lascia sempre tracce evidenti a sé e agli altri per giustificare una reazione.

Spunti: essere diretti può favorire la comunicazione, alleggerire le relazioni da sospesi e frustrazioni; esprimere la propria intenzione e volontà chiaramente.

 

BUGIARDO

Ci sono bugiardi che nascondono e bugiardi che abbelliscono. Il bugiardo che nasconde, preserva i segreti, seleziona il livello di fiducia per esprimere le proprie esperienze ed emozioni profonde. Chi cela segreti ha un forte senso di ciò che è intimo e sacro, sa dare valore ai sentimenti, ai ricordi, alla scelte, anche se non è sempre sicuro che gli altri sapranno fare altrettanto. Il bugiardo che abbellisce la propria immagine, lo fa perché la ritiene inadeguata all’accettazione esterna, protegge se stesso, ma lo fa in attacco anziché in difesa. La bugia è uno strumento umano e una libera decisione di come raccontarsi a sé e agli altri. Un modo di raccontarsi può ispirare la persona a raggiungere successivamente quel traguardo, come per un sogno molto vivido. La realtà non è una sola e un punto di vista può essere riconosciuto come bugia, anche dallo stesso bugiardo, in un momento successivo.

Spunti: dichiarare ad una persona “non voglio dirti una bugia, ma nemmeno quello che penso per ora.”, “ti dirò il mio segreto quando la nostra relazione si sarà approfondita.”; rivalutare gli assolutismi, “ti dirò sempre la verità.” “non ci sono segreti tra me e te.”; spesso una persona che ritiene di dover essere sempre sincera si trova costretta a mentire a sé stessa per non dover poi rivelare qualcosa di difficile.

 

Concludo qui l’elenco, sicuramente appena pubblicato l’articolo mi verranno in mente altri personaggi malvagi. Accolgo volentieri commenti e suggerimenti di nuovi personaggi alla lista.

 

Grazie dell’attenzione.

Gabriele Pani

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