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ARMATURA DISPATICA

Entra in questa Armatura per il momento, non uscirci subito. Sei in un posto tuo e mio, immagina senza interferenze, fai come si faceva da piccoli nel nascondino, senza giudicarti: se chiudi gli occhi non ti troveranno!

Ci sono giorni in cui mi sveglio e saprò di non poter reggere tutte le emozioni presenti nel mio piccolo mondo. Ci sono giorni in cui il mio senso di fragilità straborda e stinge tutti e tutto ciò che mi circonda. In pratica in quei giorni tutto può sembrare fragile, tanto quanto non vorrei esserlo io. Può suonare tutto un po’ complicato, ma il processo è più o meno questo: io mi sento fragile. Stop. Ma non posso sentirmi fragile. Stop. Io non sono mai fragile! Stop. Sono gli altri ad essere fragili! Stop. Di loro è più facile prendermi cura o preoccuparmi. Stop.

La sensazione di avere un mondo di persone bisognose attorno a sé può sembrare molto preoccupante, ma per molti risulta più gestibile dell’idea stessa di riconoscersi bisognosi essi stessi. Cominciamo allora.

È un’esperienza affascinante giocare con la propria immaginazione. Io comincio semplicemente con il concentrarmi sul mio corpo, le sensazioni di ogni sua parte. Questa è una tra le meditazioni più comuni che potete trovare in giro. Io mi concentro soprattutto sull’armatura che già indosso più o meno inconsapevolmente, la smuovo leggermente laddove si fa più impercettibile, stiro, contraggo, gonfio tutti i muscoli e la pelle. Quando sono sincronizzato scelgo un colore, il primo che mi viene in mente, e immagino un materiale idoneo e trasparente (la trasparenza è importante). Chiudo gli occhi se è più difficile. Costruisco attorno a me una superficie idonea alla mia giornata. La faccio vetrosa e lucida, la vedo costruirsi scricchiolando, con folate di vento ed energia prorompenti prodotte dall’enorme processo immaginativo. La vedo stratificarsi e spingo la mia mente, ancora un po’ oltre, mentre comprimo tutto fino a produrre uno spessore ed una trasparenza sufficienti. Così è fatta! La sperimento nei primi incontri, trovo dei momenti per ricostruirla se la sento assottigliarsi, imparo a toglierla e metterla quando serve, mi alleno nel crearla e visualizzarla.

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Curiosità.

  • Perché la trasparenza? Sinceramente perché non è mio interesse creare un muro ed un isolamento totale dalle persone che mi circondano e perché credo che se fosse un po’ più spessa non saprei quando è il momento di toglierla.
  • Varianti: doppie armature (una sfera dentro un tetraedo), un buttafuori traslucido in armatura che ti segue ovunque e fa l’occhiolino da dietro l’angolo per aspettare un tuo ordine.

Eccoci alla fine dell’articolo. Sono controtendenza, lo so, mentre tutti/e fanno largo uso di metodi e strumenti per diventare dei vincenti, determinati, evitare le persone opprimenti, inseguire i propri sogni, io provo altro. Sono anche un fruitore del mettersi in gioco e della mentalità vincente, ma anche uno che ci tiene a sviluppare la propria sensibilità: per potermi godere al meglio il viaggio, per avere un buon panorama di scelte, per imparare dagli errori, per far sfoggio di controtendenza.

Prossime Armature:

  • un’Armatura/Veicolo per viaggiare nel sonno e nei sogni;

  • uno schermo di obiettivi e sogni da portare sempre con sé;

  • armature per meditare;

Ora esci dall’Armatura però!

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